Ciao, volevo sapere se avevate letto questo articolo “agostano” de Il Gazzettino e cosa ne pensavate.
CAMPOSAMPIERO Il neo assessore alle Politiche sociali e all’immigrazione Sonia Dittadi annuncia la campagna di “attenzione” della Giunta Zanon
Immigrati, controlli a tappeto sugli alloggi
«Dopo le ferie si passerà ai certificati di residenza e alle domande per gli asili nido. Niente razzismo, solo equità»
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Venerdì 7 Agosto 2009,
Camposampiero
Giro di vite sull’immigrazione a Camposampiero. Niente razzismo sia chiaro, ci tengono a sottolineare gli amministratori, ma regole chiare per i residenti e soprattutto per una civile convivenza, questo sì.
Una stretta sulle situazioni irregolari e maggiori controlli, in prima battuta a partire dagli alloggi, in un secondo momento su residenze e domande varie, dalla casa all’asilo nido, sono l’imperativo della giunta capeggiata dal nuovo sindaco Domenico Zanon che, nel suo esecutivo, vanta una leghista doc come Sonia Dittadi.
Trentaquattro anni, residente a Camposampiero, laureata in Scienze politiche, Sonia Dittadi è sensibile e attenta alle politiche sociali e dell’immigrazione, per le quali ha ottenuto il referato. Così come quelle dell’ambiente che conosce a fondo, anche perchè lavora a fianco dell’assessore provinciale all’ambiente, Roberto Marcato, altro leghista, sempre della zona visto che è di Piombino Dese. L’assessore Dittadi non ci ha impiegato più di qualche settimana a prendere in mano la situazione. E i primi segnali si sono già visti.
Su iniziativa dell’assessore e della giunta, proprio in questi giorni, sono partiti controlli a tappeto sugli alloggi dove risiedono extracomunitari. L’assessore ha dato disposizione ai vigili di eseguire i sopralluoghi per verificare, in particolare, eventuali sovraffollamenti, magari di persone non in regola con il permesso di soggiorno.
A Camposampiero circa il 15 per cento della popolazione è immigrata, con punte superiori tra le generazioni più giovani, ad esempio tra i banchi scuola.
«Non siamo razzisti, ma vogliamo le cose fatte per bene e in regola – spiega Dittadi – Sono loro che si trovano nel nostro paese e devono rispettare le nostre regole e le nostre leggi. Non siamo razzisti, lo ripeto ancora una volta, ma solo tutori dell’ordine e garanti della buona convivenza. E perchè questa ci sia per tutti, le regole vanno rispettate, appunto, da tutti, senza eccezioni.
«Tra gli extracomunitari ci sono lavoratori onesti, famiglie rispettabili, ma, purtroppo, ci sono, anche tanti delinquenti». Non usa mezze parole il neo assessore che fa anche qualche esempio. «È impossibile passeggiare a Camposampiero la sera, molto peggio la domenica pomeriggio.
«Ci sono punti del paese dove molti di questi personaggi bivaccano e gironzolano tutto il giorno, senza far niente, evidentemente senza un lavoro, vivendo di espedienti che, non nascondiamocelo, difficilmente hanno a che fare col lecito.
La gente continua a manifestarmi paura e insicurezza. Preferisce starsene chiusa in casa e non uscire. Eppure Camposampiero non è una metropoli».
Intanto sono partiti i controlli negli alloggi. Dopo le vacanze saranno intensificate le norme. «Controlleremo a tappeto certificati di residenza, denunce dei redditi, domande di sovvenzioni e di accesso a servizi pubblici.
Chi vorrà risiedere a Camposampiero dovrà essere pienamente in regola. Di fronte alla legge e, prima ancora, davanti ai cittadini di questo paese».
Nicoletta Masetto
Antonio ti posso esprimere il mio singolo pensiero personale, ma credo non si discosti molto da quello dei “due villeggianti”. Io sono a favore dell’immigrazione regolare e regolamentata, senza leggi inefficaci (Bossi-Fini), o mezzucci da propaganda (reato di clandestinità), che a conti fatti si rivelano assolutamente inconcludenti ed inefficaci. Io non sono esterofilo o xenofilo, amo le differenti culture, le sfumature dell’essere umano, le tradizioni, le rispetto e pretendo a mia volta rispetto. Non son portato per una qustione di coerenza, etica e morale, a fare i conti in tasca agli altri per trovare un pretesto o scusa alle mie azioni. Mi spiego meglio: non sarò io a negare la costruzione di una pacifica moschea soltanto perchè in Turchia mi verrebbe negato il permesso di costruire una chiesa o una sinagoga o un tempio. Non mi nascondo dietro falsi buonismi, sia chiaro, ma nemmeno dietro ottuse prese di posizione che in realtà celano una profonda insicurezza e non conoscenza dell’altro. Sono contro chi delinque. A priori. Che sia italiano o algerino, o moldavo non fa nessuna differenza per me. Se sbagli, paghi, semplice e lineare. Il problema immigrazione clandestina in Italia non è mai stato risolto, nemmeno le machette fatte a Gheddafi son servite, nemmeno le promesse di accordi (maggio 2009) tanto sbandierate da Maroni si son rivelate veritiere. I giornali smussano le notizie, lo sappiamo, sono indirizzati a muovere l’opinione pubblica, lamentosa e silente. Tralasciando le varie illazioni e luoghi comuni lette nelle dichiarazioni dell’articolo io mi trovo d’accordo con un certo rigore e controllo. Non parlo di manganelli, e nemmeno di olio di ricino, ma di rispetto per quelle regole che governano la vita comune di ogni giorno. L’unica domanda che mi faccio è, servirà questa caccia all’uomo, porta a porta, stile ghetto ebreo a Parigi ? Può essere eccessivo ed intrusivo, e mi chiedo se è anche legale, andare di casa in casa a cercare l’immigrato irregolare ? Non sarebbe sufficiente un semplice intervento massivo, intensivo, continuatio nei controlli in strada ? E poi quando ne trovano uno cosa faranno ? La trafila e la stessa fine di quelli di Firenze (rilasciati) ? Leggo che vi son bivacchi e gruppetti, confermo. E’ vero. Li ho visti pure io. Iniziamo da quelli. Ogni volta che si formano le forze dell’ordine dovrebbero essere pronti a fare un controllo. Lo ritengo più sensato che non andar di casa in casa. Presenza Costante. Questo secondo me sarebbe il viatico al problema, oltre ad un controllo incrociato attraverso documenti di residenza, affitto, busta paga, ecc ecc.
Altro mio pensiero che era nato ai tempi delle impronte digitali per i bambini rom, a mio parere una totale assurdità così posta. Io spingerei l’amministrazione comunale ad adottare la carta d’identità elettronica con l’impronta digitale per tutti. Non parlo di immigrati, parlo di tutta la cittadinanza, immigrati compresi. Una grande banca dati in mano alle forze dell’ordine. Snella, veloce, efficace, efficiente. Chi non ha nulla da temere, chi non delinque, può soltanto essere d’accordo.
Ciao, volevo sapere se avevate letto questo articolo “agostano” de Il Gazzettino e cosa ne pensavate.
CAMPOSAMPIERO Il neo assessore alle Politiche sociali e all’immigrazione Sonia Dittadi annuncia la campagna di “attenzione” della Giunta Zanon
Immigrati, controlli a tappeto sugli alloggi
«Dopo le ferie si passerà ai certificati di residenza e alle domande per gli asili nido. Niente razzismo, solo equità»
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Venerdì 7 Agosto 2009,
Camposampiero
Giro di vite sull’immigrazione a Camposampiero. Niente razzismo sia chiaro, ci tengono a sottolineare gli amministratori, ma regole chiare per i residenti e soprattutto per una civile convivenza, questo sì.
Una stretta sulle situazioni irregolari e maggiori controlli, in prima battuta a partire dagli alloggi, in un secondo momento su residenze e domande varie, dalla casa all’asilo nido, sono l’imperativo della giunta capeggiata dal nuovo sindaco Domenico Zanon che, nel suo esecutivo, vanta una leghista doc come Sonia Dittadi.
Trentaquattro anni, residente a Camposampiero, laureata in Scienze politiche, Sonia Dittadi è sensibile e attenta alle politiche sociali e dell’immigrazione, per le quali ha ottenuto il referato. Così come quelle dell’ambiente che conosce a fondo, anche perchè lavora a fianco dell’assessore provinciale all’ambiente, Roberto Marcato, altro leghista, sempre della zona visto che è di Piombino Dese. L’assessore Dittadi non ci ha impiegato più di qualche settimana a prendere in mano la situazione. E i primi segnali si sono già visti.
Su iniziativa dell’assessore e della giunta, proprio in questi giorni, sono partiti controlli a tappeto sugli alloggi dove risiedono extracomunitari. L’assessore ha dato disposizione ai vigili di eseguire i sopralluoghi per verificare, in particolare, eventuali sovraffollamenti, magari di persone non in regola con il permesso di soggiorno.
A Camposampiero circa il 15 per cento della popolazione è immigrata, con punte superiori tra le generazioni più giovani, ad esempio tra i banchi scuola.
«Non siamo razzisti, ma vogliamo le cose fatte per bene e in regola – spiega Dittadi – Sono loro che si trovano nel nostro paese e devono rispettare le nostre regole e le nostre leggi. Non siamo razzisti, lo ripeto ancora una volta, ma solo tutori dell’ordine e garanti della buona convivenza. E perchè questa ci sia per tutti, le regole vanno rispettate, appunto, da tutti, senza eccezioni.
«Tra gli extracomunitari ci sono lavoratori onesti, famiglie rispettabili, ma, purtroppo, ci sono, anche tanti delinquenti». Non usa mezze parole il neo assessore che fa anche qualche esempio. «È impossibile passeggiare a Camposampiero la sera, molto peggio la domenica pomeriggio.
«Ci sono punti del paese dove molti di questi personaggi bivaccano e gironzolano tutto il giorno, senza far niente, evidentemente senza un lavoro, vivendo di espedienti che, non nascondiamocelo, difficilmente hanno a che fare col lecito.
La gente continua a manifestarmi paura e insicurezza. Preferisce starsene chiusa in casa e non uscire. Eppure Camposampiero non è una metropoli».
Intanto sono partiti i controlli negli alloggi. Dopo le vacanze saranno intensificate le norme. «Controlleremo a tappeto certificati di residenza, denunce dei redditi, domande di sovvenzioni e di accesso a servizi pubblici.
Chi vorrà risiedere a Camposampiero dovrà essere pienamente in regola. Di fronte alla legge e, prima ancora, davanti ai cittadini di questo paese».
Nicoletta Masetto
Antonio ti posso esprimere il mio singolo pensiero personale, ma credo non si discosti molto da quello dei “due villeggianti”. Io sono a favore dell’immigrazione regolare e regolamentata, senza leggi inefficaci (Bossi-Fini), o mezzucci da propaganda (reato di clandestinità), che a conti fatti si rivelano assolutamente inconcludenti ed inefficaci. Io non sono esterofilo o xenofilo, amo le differenti culture, le sfumature dell’essere umano, le tradizioni, le rispetto e pretendo a mia volta rispetto. Non son portato per una qustione di coerenza, etica e morale, a fare i conti in tasca agli altri per trovare un pretesto o scusa alle mie azioni. Mi spiego meglio: non sarò io a negare la costruzione di una pacifica moschea soltanto perchè in Turchia mi verrebbe negato il permesso di costruire una chiesa o una sinagoga o un tempio. Non mi nascondo dietro falsi buonismi, sia chiaro, ma nemmeno dietro ottuse prese di posizione che in realtà celano una profonda insicurezza e non conoscenza dell’altro. Sono contro chi delinque. A priori. Che sia italiano o algerino, o moldavo non fa nessuna differenza per me. Se sbagli, paghi, semplice e lineare. Il problema immigrazione clandestina in Italia non è mai stato risolto, nemmeno le machette fatte a Gheddafi son servite, nemmeno le promesse di accordi (maggio 2009) tanto sbandierate da Maroni si son rivelate veritiere. I giornali smussano le notizie, lo sappiamo, sono indirizzati a muovere l’opinione pubblica, lamentosa e silente. Tralasciando le varie illazioni e luoghi comuni lette nelle dichiarazioni dell’articolo io mi trovo d’accordo con un certo rigore e controllo. Non parlo di manganelli, e nemmeno di olio di ricino, ma di rispetto per quelle regole che governano la vita comune di ogni giorno. L’unica domanda che mi faccio è, servirà questa caccia all’uomo, porta a porta, stile ghetto ebreo a Parigi ? Può essere eccessivo ed intrusivo, e mi chiedo se è anche legale, andare di casa in casa a cercare l’immigrato irregolare ? Non sarebbe sufficiente un semplice intervento massivo, intensivo, continuatio nei controlli in strada ? E poi quando ne trovano uno cosa faranno ? La trafila e la stessa fine di quelli di Firenze (rilasciati) ? Leggo che vi son bivacchi e gruppetti, confermo. E’ vero. Li ho visti pure io. Iniziamo da quelli. Ogni volta che si formano le forze dell’ordine dovrebbero essere pronti a fare un controllo. Lo ritengo più sensato che non andar di casa in casa. Presenza Costante. Questo secondo me sarebbe il viatico al problema, oltre ad un controllo incrociato attraverso documenti di residenza, affitto, busta paga, ecc ecc.
Altro mio pensiero che era nato ai tempi delle impronte digitali per i bambini rom, a mio parere una totale assurdità così posta. Io spingerei l’amministrazione comunale ad adottare la carta d’identità elettronica con l’impronta digitale per tutti. Non parlo di immigrati, parlo di tutta la cittadinanza, immigrati compresi. Una grande banca dati in mano alle forze dell’ordine. Snella, veloce, efficace, efficiente. Chi non ha nulla da temere, chi non delinque, può soltanto essere d’accordo.
Questo è il mio modestissimo parere.
MP